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All’inizio degli anni ’50 la Guida Alpina Giovanni Faustinelli, che si era sempre interessato delle vicende belliche e che aveva molto spesso frequentaro la zona, iniziò a pensare alla sistemazione di alcuni dei numerosi reperti che in quegli anni erano ancora numerosissimi.
“lassù, ripeto. ho avuto grandissime soddisfazioni. Su quella cima sono salito la prima volta nel 1934 con sorelle e parenti. Successivamente continuai ad andarci con gruppi di giovani…“ (da Giovanni Faustinelli – Anni di Guida).
In particolare Faustinelli individuò una serie di manufatti proprio sotto la Cima di Lagoscuro e, utilizzando il legname delle baracche vicine, con l’aiuto di Vittorio Veclani e Pierantonio Odelli, iniziò la ricostruzione di quella che oggi è la Capanna Lagoscuro. Giovanni Faustinelli non si limitò a ristrutturare la capanna, dove trascorse lunghi periodi negli ultimi anni della sua vita, ma recuperò molto materiale bellico e liberò alcune gallerie che erano servite per avvistamento e per l’artiglieria. Durante uno di questi interventi, un ordigno inesploso gli dilaniò una gamba e questo incidente, se da un lato acrebbe la sua notorietà al di fuori degli stretti confini di Ponte di Legno, dall’altro contribuì ad indurire il già forte carattere di Giovanni. I lavori alla capanna proseguirono alacremente fino a renderla abitabile, da una persona spartana come Faustinelli, anche per lunghi periodi dalla primavera all’autunno. All’interno Giovanni raccolse molti reperti che, a causa di alcuni vandali, sparirono quasi completamente negli anni successivi.
“Ora l’opera più importante è stata fatta e riattivata. Si tratterà di conservarla il più possibile. Autorità ed operatori turstici dovrebbero tener conto del grande valore storico, e di conseguenza anche turistico, di Cima Lagoscuro.“ (G. Faustinelli – cit.).
L’augurio di Giovanni Faustinelli sembra una profezia: l’Associazione degli Amici di Cima Lagoscuro, costituitasi ufficialmente il 1 Dicembre 1995, iniziò ad occuparsi della Capanna, sia con interventi migliorativi, sia regolandone l’accesso (le chiavi sono disponibili su richiesta a Ponte di Legno), ma il merito principale dell’Associazione è quello di aver sensibilizzato le forze politiche dell’Alta Valle Camonica e quindi di aver reso possibile la realizzazione di opere che, altrimenti, non avrebbero mai visto la luce. Il sentiero è stato ri-attrezzato con sistemi di sicurezza da ferrata negli anni 2004-2005 dalle Guide Alpine dell’Alta Valle Camonica grazie ad un contributo del Parco Regionale dell’Adamello, in modo che sia agevolmente percorribile da chiunque, pur con adeguata attrezzatura (kit da ferrata) ed eventualmente con l’accompagnamento di una Guida Alpina. Dal 2011, sono percorribili le nuove passerelle attorno al Gendarme.
Trittico del lagoscuro Edoardo Nonelli
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