[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” margin_top=”” margin_bottom=”” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ spacing=”” center_content=”no” hover_type=”none” link=”” min_height=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”left top” background_repeat=”no-repeat” border_size=”0″ border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” padding=”” dimension_margin=”” animation_type=”” animation_direction=”left” animation_speed=”0.3″ animation_offset=”” last=”no”][fusion_text]

Romolo Ragnoli (nome di battaglia Comandante Vittorio) nacque a Brescia il 12 marzo 1913. Tenente degli alpini durante la campagna di Russia, fu ferito e promosso capitano. Mandato in Valcamonica come ispettore dall’appena costituito CLN bresciano, partecipò agli incontri organizzativi del movimento partigiano tra Brescia, Milano e la Valcamonica. Nel dicembre 1943 venne nominato comandante militare in capo delle brigate e delle divisioni Fiamme Verdi operanti nel bresciano.

Il suo punto d’appoggio in Valle era la canonica di don Carlo Comensoli a Cividate Camuno, dove si recò con il pretesto di un periodo di convalescenza. Nella parrocchia di Cividate svolse, come copertura, l’incarico di organista e di maestro di coro dirigendo la Schola cantorum. Dall’arrivo di Ragnoli tutte le iniziative militari delle brigate Fiamme Verdi della Valcamonica e Valsabbia, inquadrate a partire dall’estate 1944 nella Divisione «Tito Speri», facevano riferimento a lui.

La sua attività di comando si svolse tra non pochi rischi e più volte riesce a sfuggire a imboscate e a rastrellamenti anche attraverso rocamboleschi travestimenti. Alla fine della guerra proseguì la carriera militare fino a raggiungere nel 1965 il grado di generale.

Dopo il congedo nell’ambito dell’attività dell’Istituto storico della Resistenza bresciana e dell’Associazione “Fiamme Verdi” si impegnò nella difficile e complessa ricerca dei nomi e delle biografie di tutti i caduti della Resistenza bresciana.

Morì a Brescia il 20 ottobre 2004.

[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]